Split: Indovina chi hai di fronte adesso!

Split… Tutti potenzialmente abbiamo dentro di noi diverse personalità… Ma cosa succederebbe se fossero talmente tante da diventare uno scudo così spesso da non farci più ritrovare il nostro io originario?

 

Locandina del film split

Fonte:comingsoon.it

 

Split è un film del 2016 diretto dal regista americano, di origini indiane, M. Night Shyamalan, lo stesso che ha girato il “Sesto senso”. L’intera pellicola è ambientata a Filadelfia, in Pennsylvania. I protagonisti di Split sono James McAvoy (Kevin Wendell Crumb), Anya Taylor-Joy (Casey), Jessica Sula (Marcia), Haley Lu Richardson (Claire) e Betty Buckley (Karen). Il film ha una durata di quasi due ore.

TRAMA

Una scena del film split

Fonte:staticfanpage.it

 

Il protagonista di Split è Kevin, anche se nel corso del film lo vediamo per pochissimo tempo, infatti, dentro di lui vivono 23 diverse personalità che alternativamente vengono alla luce e si “impadroniscono” della sua mente e del suo corpo. Un giorno Kevin (Dennis) rapisce tre giovani ragazze e le porta nella sua casa tenendole prigioniere in una stanza… Le ragazze, terrorizzate dall’alternarsi continuo dei diversi alter ego, cercano un modo per scappare, ma Kevin, Dennis, Barry, Patricia ed Hedwig non sono molto d’accordo al riguardo…

IL FILM SECONDO ME

Una scena del film split

Fonte:darksidecinema.it

 

Per descrivere questo film vorrei usare un’immagine. Guardare Split è come ritrovarsi all’interno del cuore pulsante di una persona che batte alternativamente più piano o più veloce a seconda delle scene… E’ un film palpitante e a tratti agghiacciante, il tutto perché racconta una storia che potrebbe essere –magari non in questa misura- reale. Una mia amica laureata in psicologia che ha visto Split, mi ha detto che la patalogia di cui soffre il protagonista è descritta alla perfezione, ma non concorda con la rappresentazione che fa il regista di chi soffre del disturbo dissociativo dell’identità. Secondo lei infatti, il regista li rappresenta quasi come dei “mostri”, quando in realtà non lo sono. Dal mio punto di vista, senza aver nessuna conoscenza in campo psicologico, ho trovato Split magnetico per tutta la sua durata, ma poco credibile e esagerato alla fine, quando compare la 24esima personalità detta “la bestia”… Molto “Hulk style” e poco ancorato alla realtà. Inoltre, il finale è abbastanza prevedibile e scontato (non posso dire il perchè altrimenti farei spoiler). Infine, tecnicamente parlando, l’interpretazione di James McAvoy è superlativa. Passa da una personalità all’altra in maniera magistrale, si immedesima alla perfezione cambiando espressioni del viso, tono della voce, gestualità, modo di pensare e di comportarsi nel giro di pochi secondi.

COSA CI LASCIA IL FILM

Fonte:imagesmovieplayer.it

 

In Split il protagonista ha un forte legame con Casey, in quanto in passato hanno vissuto esperienze molto simili che hanno segnato profondamente il loro carattere. Questo rapporto pone l’accento su uno dei temi centrali di Split, il concetto di sofferenza/dolore. Infatti, per il protagonista, solo coloro che nella vita hanno sofferto, sono da considerarsi esseri puri e da salvare. Su questo pensiero si potrebbe discutere per molto tempo, senza mai giungere a poter dire con certezza se sia corretto o meno. Personalmente penso che il dolore sia fisico frutto di violenze sia mentale scaturito dalla perdita di una persona cara, sia un fattore di crescita e un “mezzo” per modellare la personalità e il modo di agire di ognuno di noi. Da qui a dire che solo chi ha sofferto è un essere puro la trovo un’esagerazione.
Split è un film d’impatto che traccia i confini di un mondo parallelo e da molti, me compreso, poco conosciuto. Ci insegna che il modo migliore per instaurare un rapporto di dialogo e fiducia con queste persone è quello dell’immedesimazione nella loro situazione e non quello dello scontro frontale. A volte questa patologia può portare i soggetti che ne sono affetti a compiere atti violenti, ma non per questo meritano di essere visti come “mostri” pericolosi da tenere lontani.

“Noi siamo quelli che crediamo di essere!”

Cinesaluti

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