Combatti che ti passa

“Fight Club” è un film del regista David Fincher del 1999, tratto dall’omonimo romanzo del 1996 di Chuck Palahniuk. I protagonisti principali sono: Brad Pitt, Edward Norton, Helena Bonham Carter e Jared Leto.

2016-11-17-17-10-45

“Prima regola del Fight Club: non si parla del Fight Club.

Seconda regola del Fight Club: non si parla del Fight Club.

Terza regola del Fight Club: non si parla del Fight Club.”

Se uno dei vostri attori preferiti è uno dei protagonisti del film tratto dal romanzo del vostro scrittore preferito, beh allora vuol dire che avete trovato il “film perfetto”. Con “Fight Club” mi è accaduta esattamente questa cosa… Edward Norton protagonista del film tratto dal romanzo del mio scrittore preferito Chuck Palahniuk… Incredibile, magistrale, superlativo!

“Fight Club” è stato uno dei primi libri che ho letto di Palahniuk. Un libro che ti lascia il segno. Linguaggio crudo, diretto, dove il “politically correct” è stato chiuso in fondo ad un cassetto e che rappresenta insofferenza, crisi, rivolta e protesta contro la società moderna che ci “impone” dei bisogni materiali di cui poi diventiamo inesorabilmente schiavi. Il libro me lo sono letto alla velocità della luce, una pagina tirava l’altra e più andavo avanti e più mi rapiva.

Quando è uscito il film mi sono detto “devo assolutamente vederlo”… La mia curiosità andava oltre ogni limite… Mi immaginavo già come avrebbero rappresentato l’enigmatico Tyler Durden (Brad Pitt); l’insofferente, insonne e sfiduciato impiegato che divenne il primo seguace di Tyler (Edward Norton) e la malefica, camaleontica e lugubre Marla Singer (Helena Bonham Carter).

Il film non mi ha deluso. Ripercorre passo dopo passo le pagine del romanzo e per questo è lungo (più di due ore) ed a volte ci sono delle scene poco chiare e molto strane che mai avrei pensato di vedere rappresentate sullo schermo.

“Fight Club” è un film urlato… Urla contro la società capitalistica e consumistica, dove le persone vengono attirate in un vortice senza fine di bisogni che le rendono amorfe, tristi ed insofferenti. Un libro (scritto nel 1996) ed un film (girato nel 1999) di una attualità spaventosa e di un realismo puro e tagliente.

Dal mio punto di vista sia il libro sia il film o si amano o si odiano, non ci sono vie di mezzo. Io amo il libro ed amo il film, una pellicola che è riuscita nell’arduo compito di rappresentare alla perfezione quanto scritto nel romanzo e di non far esclamare alla gente “Si, ma il libro era più bello”.

Cinesaluti

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