10 secondi

Siamo in un’epoca in cui la Germania nazionalsocialista vive una fase di grande espansione. Hitler gode del pieno e cieco consenso ed e’adorato da tutto il popolo tedesco. In questo contesto si collocano le Olimpiadi di Berlino del 1936. La manifestazione doveva essere un “atto” di forza, una dimostrazione della supremazia (anche sportiva) della razza ariana su tutte le altre. L’organizzazione fu curata direttamente dal ministro della propaganda Goebbels e la parte tecnica (fotografia e video) fu affidata alla 2016-08-18 07.55.24famosa regista e fotografa Leni Riefenstahl. Tutto secondo i piani? No! A Berlino arrivò Jesse Owens e…

Il film “Race – Il colore della vittoria” racconta la sua storia, gli inizi in mezzo a mille difficoltà (personali, economiche e sociali), l’amore, l’arrivo al college, gli allenamenti, il sudore quotidiano, le trame politiche per non farlo partecipare, le tensioni internazionali e tanto altro. Più di tutto però questo film ci insegna come lo sport sia stato capace, in pochi secondi, di sgretolare e ridicolizzare una dittatura che fondava la sua dottrina sulla supremazia razziale.

E’ una pellicola intensa, storicamente dettagliata, con un’ottima scenografia e colonna sonora (in certe scene da brividi), ricca di emozioni e di particolari molto interessanti. Parlando con un’amica che ha visto con me il film, l’unico aspetto un po così così che abbiamo trovato è la figura di Leni Riefenstahl. Nel corso del film infatti è stata rappresentata sotto una luce un po’ troppo buonista, quasi angelicata.

Personalmente l’ho trovato un bel film che unisce con sapienza il racconto storico a quello sportivo, dando il giusto peso a entrambi gli aspetti.

Cinesaluti

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